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Siamo partiti lancia in resta in questo 2017 parlando di ‘rendimenti attesi’, per passare al numero sulla ‘pianificazione che traccia il solco ove seminare’, non potevamo non guardarci dentro le mani per capire se ciò che si semina ogni giorno nel mondo del risparmio sia davvero ‘seme’ di qualità.

E così è arrivato questo INVESTORS’ che si sbizzarisce nei meandri di un tema dalle mille sfaccettature: ‘la selezione della specie’. Una specie omeglio ‘più specie’ che stanno cambiando in modo sostanziale: stanno cambiando e cambieranno ancor di più in futuro i risparmiatori, evolveremo darwinianamente noi consulenti, si dovranno adeguare ai tempi i gestori, dovranno impostare nuove strategie case di gestione e società collocatrici: il metronomo dell’industria finanziaria ha iniziato a scandire un ritmo incalzante che cambierà radicalmente questo nostro mondo che tra qualche anno faticheremo a riconoscere.

Perciò, lo avrete capito, quando parlo di ‘selezione della specie’ non intendevo parlare di ‘selezione di prodotti’: parleremo di selezione della specie in senso lato, partendo proprio della ‘Selezione finale nell’industria del risparmio’, cui dedichiamo la cover story di questo numero a firma di Ruggero Bertelli. E non poteva essere altrimenti.

A Ruggero farà da controcanto Carlo Benetti: il nostro compito nel campo dell’educazione finanziaria oggi più che mai deve essere quello di far capire agli investitori che non è più il tempo di avere solo ‘occhi rivolti al passato’ perché sono destinati a soccombere coloro che “conservano la memoria di mercati che hanno smesso di esistere, di rendimenti e condizioni dissolte da tempo”. E parlando di ‘selezione’ è facile andare a raccattar nella mente Darwin e il suo “L’origine delle specie”: ma la declinazione del tema che troverete a firma di Paolo Legrenzi (benvenuto professore!) merita il vostro quarto d’ora di attenzione totale. Ho poi voluto fortemente che parlando di selezione della specie si parlasse anche di banche popolari.

Le pagine di Mauro Pizzini vogliono essere il monito e il quadro non enfatizzato di quanto avviene e avverrà in quel mondo chiamato alla quotazione. Basta sotterfugi e marchingegni balistici per dribblare la realtà. Qui la selezione della specie, già spietata con bail-in e la crisi delle banche Venete, è tanto attesa dal mercato quanto chiarificatrice per i risparmiatori. Ma certo non potevamo esimerci dal guardare oggi alla rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione nr.11504: Alessandro Gallo centra il suo intervento sull’evoluzione dei parametri per la soluzione delle cause di divorzio.

Qualcuno dice che siamo arrivati al ‘redde rationem’ per tutti i protagonisti della filiera: MIFID II sarà un punto e a capo per consulenti, società prodotto, società che distribuiscono i prodotti ecc. ecc. Bene, noi con questo numero cominciamo a guardarci attorno e a dividere il grano dal loglio. E lo faremo cominciando e puntando l’indice verso le gestioni separate (a firma di Massimo Milani), analizzando le gestioni dei fondi attive e passive (Fulvio Marchese), ritornando ancora sui PIR (per accendere nuove luci sul fenomeno dell’anno) perché la posta in gioco, come sottolinea nel suo pezzo Luciano Fravolini, “è la nostra casa, la nostra strada, il nostro quartiere: la nostra vita”.

Il metronomo della MIFID II ticchetta inesorabile; per dirla alla Bertelli: “C’è poco da fare: son finiti gli Happy Days…”

 

 
 

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