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31 maggio 2018

Perché un numero dedicato alla ‘Pensione’, questa parola magica che pare essere diventato l’amuleto dei politici, il passpartout degli imbonitori, la chiave di volta per costruire la nuova società (italiana) perfetta? Perché mai come oggi non possiamo più permetterci di ‘aspettare Godot’ senza far nulla come i protagonisti della commedia di Samuel Beckett.

Non potete più permettervelo. Non potete più starvene lì seduti sul ciglio di quella strada in mezzo ai meadows inglesi, accettando supinamente quella promessa: ‘Mr.Godot told me to tell you he won’t come this evening but surely tomorrow”… che altro non è che l’affermazione della nostra ‘pancia’ da umano che si oppone, troppo spesso, al raziocinio del “devo farlo adesso, subito, prima che sia troppo tardi” della vostra parte da ‘econe’ (ricordate Thaler e il suo “Nudge”?). Abbiamo voluto rispondere nel modo più chiaro e accessibile alla domanda che nel suo pezzo Vincenzo Renne pone in modo perentorio: “l’analisi degli strumenti a disposizione è conosciuto: fondi pensione, piani individuali pensionistici, piani di accumulo, piani individuali di risparmio. E già qui la distinzione fra previdenza e risparmio/investimento inizia ad essere fumosa. Il vostro cliente conosce le distinzioni di questi strumenti? Sa identificare la componente previdenziale da quella di risparmio/ investimento?”.

Abbiamo perciò voluto declinare il tema dal punto di vista dell’educazione finanziaria con Bertelli e Benetti, abbiamo rovistato dentro le motivazioni ad agire con Fravolini e Ciafrei, ne abbiamo fatto una bella autopsia con Gabriele Galletta (pezzo da incorniciare) e Mauro Pizzini (da mandare a memoria) e ne abbiamo discusso in modo più ‘tecnico’ (e qui devo suggerirvi la lettura da subito) con Fabrizio Monge e Daniele Bernardi che declinano la logica del ‘lungo termine’ degli investimenti in modo innovativo ponendo ciascuno di noi di fronte al ‘solito’ dualismo tra la ‘propensione al rischio’ (e i nostri bias comportamentali) e gli ‘obiettivi di lungo termine’ che dovrebbero invece guidare scelte, ragionamenti ma soprattutto i NOSTRI COMPORTAMENTI NELLE SCELTE DI INVESTIMENTO…

Vista poi la sempre più pressante esigenza di visibilità della figura del Consulente Finanziario, iniziamo con questo numero una collaborazione con Francesco Longo, esperto di social networks e con brillanti esperienze nel settore e con Vincenza Belfiore che mi ha conquistato con la sua maniaca attenzione ai ‘particolari’ nella promozione della propria immagine ma soprattutto mi ha portato a riflettere sulla differenza esistente tra ‘brandig’ in generale e ‘personal branding’…

E allora buona lettura. Se poi vi avanza del tempo non tralasciate di dilettarvi anche con “Waiting for Godot” di Beckett: è più di una pièce teatrale. In molti casi è una sveglia che trilla, un gong assordante anche perché alla fin fine ci riconosceremo nei due personaggi principali e allora dovrete convincervi e dovete convincere che è meglio non subire l’epilogo accettato da Estragone e Vladimiro.

La loro è la ‘solita’ intenzione manifestata a parole: “Well, shall we go?”. “Yes, let’s go”. Ma smentita dai fatti: i due infatti si risiedono sul ciglio della strada e della (loro) pensione ne riparleranno ancora una volta al prossimo appuntamento… E invece noi dobbiamo ‘salire’ in carrozza, e affrontare quel viaggio. Oggi o mai più…                                                                             
                                                                                                                   Gabriele Turissini

 

 
 

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